| Il talento invisbile di Mr. Maier |
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C’è molta, moltissima caparbietà nel modo in cui Tomas Maier costruisce il suo mondo.
Maier ama il lusso, certo, ma è anche convinto del fatto che debba essere “raffinato, invisibile: l’ideale è che scompaia, come una cucitura perfetta”. Nelle sue creazioni, che siano abiti, accessori, complementi d’arredo o mobili dice: “elimino tutto quello che non è necessario, conservando solo ciò che ha una sua integrità. E’una parola grossa, lo so, ma sono convinto che le cose, proprio come le persone, debbano essere sincere e oneste. Devono rispettare i materiali, il lavoro per realizzarle e tutto il denaro che sono costate, per attraversare gli anni come un orologio che passa di padre in figlio. Il tempo è di per sé un valore: un vecchio divano di pelle o una borsa vissuta saranno sempre più interessanti di una cosa nuova perché hanno una storia da raccontare.” “La prima cosa che noto entrando in una stanza? Se ha una visione d’insieme, se rispecchia la personalità di chi la abita, al di là dei trend che non mi interessano: non ci deve essere niente che salti all’occhio o sgomiti per farsi notare. Preferisco scoprire un oggetto d’arte, una sedia ben disegnata solo al secondo sguardo. O al terzo”. Maier ama rigore ed essenzialità nipponici, in Giappone si sente a casa, anche perché, spiega “lì la linea di confine tra artigianato e arte è impercettibile. Per prendere in mano un cestino in bambù intrecciato di Shounsai Shono, bisogna entrare in un museo e indossare guanti bianchi. I maestri orafi, ceramisti, carpentieri sono considerati “tesori nazionali viventi”, e credo ci sia molta lungimiranza nel proteggere il patrimonio delle abilità manuali.
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